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L'architettura di SpeedStream

 

L'architettura SpeedStream è composta da un server di avvio (Boot Server) e da uno o più server di I/O (I/O Servers).
Il server di avvio si occupa di gestire la fase di avvio delle macchine client, richiedendo l'autenticazione (opzionale) e proponendo gli eventuali menu di scelta dei sistemio operativi disponibili (opzionale).
I server di I/O erogano il sistema operativo e le applicazioni in modalità streaming e possono essere configurati sia in ridondanza che in bilanciamento di carico, o entrambi.
Nelle installazioni più piccole tutti i server logici possono essere installati sul medesimo server fisico e possono essere virtualizzati.

I computer client utilizzano la funzionalità di boot via rete PXE, presente in tutte le schede di rete, per contattare il server DHCP; quest'ultimo fornisce le informazioni necessarie per contattare il server di avvio.

Il server di avvio è utilizzato per autenticare l'accesso dei client al sistema (opzionale, autenticazione basata su Active Directory o MAC address) e per inviare al client via TFTP le componenti software di base per poter effettuare il collegamento in streaming tramite il protocollo proprietario VHD.

Una volta che il client è stato autenticato dal server di avvio e le componenti di base per lo streaming sono state ricevute, viene stabilita la connessione con il server di I/O che fornisce l'accesso al sistema operativo prescelto in modalità streaming.
Il sistema operativo è eseguito sul client, utilizzando tutte le risorse hardware del client (RAM, CPU e qualsiasi periferica presente), in modalità analoga ad un sistema operativo installato localmente.

Lo schema seguente riassume l'intera architettura dal punto di vista logico:


Architettura di Speedstream



In reti fino a circa 50 client il boot server, DHCP server ed I/O server possono essere attivati su un server unico.